diritti e sociale 

La Gigi Ghirotti vuole comprare l’Hospice Albaro, appello alla solidarietà per raccogliere oltre 2,5 milioni

La Fondazione Gigi Ghirotti Genova lancia un piano triennale di raccolta fondi per acquisire la struttura di via Montallegro 50, oggi di Fondazione Carige. L’obiettivo è garantire stabilità all’Hospice Albaro, ampliare gli spazi e aprire nuovi servizi, compreso un ambulatorio per la terapia del dolore

La Fondazione Gigi Ghirotti Genova Ente del Terzo settore punta ad acquistare l’immobile che ospita l’Hospice Albaro, in via Montallegro 50, per mettere al sicuro il futuro delle cure palliative in città e ampliare i servizi rivolti ai pazienti e alle loro famiglie. È un’operazione da oltre 2,5 milioni di euro, che la Fondazione intende sostenere attraverso un piano triennale di donazioni e adesioni dal 2026 al 2028, rivolto in particolare alla comunità genovese, alle istituzioni e al mondo imprenditoriale.

Il progetto nasce da una visione del professor Franco Henriquet ed è stato condiviso dal Consiglio di amministrazione della Fondazione. L’operazione è resa possibile dalla collaborazione con Fondazione Carige, proprietaria dell’immobile, che per oltre 15 anni ha concesso gratuitamente la struttura alla Fondazione Gigi Ghirotti affinché fosse utilizzata per attività di cura, ricovero e accompagnamento delle persone nella fase più fragile della malattia. Sull’edificio gravava già un vincolo in favore delle cure palliative e proprio quel vincolo ha permesso, negli anni, di trasformare via Montallegro in un presidio riconosciuto per l’assistenza ai malati e alle famiglie. Dopo aver ristrutturato e gestito la struttura in comodato d’uso, la Fondazione ora vuole acquisirla in via definitiva.

«È un passo fondamentale per il futuro delle cure palliative a Genova», sottolinea Henriquet. «La nostra missione per Genova e i genovesi è sempre più aperta ad ascoltare nuovi bisogni e dare risposte concrete. Con il Progetto Hospice Albaro daremo alla nostra comunità ancora maggiori certezze e aumenteremo la nostra attività a sostegno di chi ha più bisogno. Perché c’è molto da fare, quando non c’è più niente da fare. Sarà molto importante il sostegno delle istituzioni e delle aziende genovesi. Contiamo sul loro aiuto per riuscire a coprire i costi di questa straordinaria operazione».

Fondazione Carige accompagnerà il passaggio di proprietà dopo anni di sostegno alla Gigi Ghirotti. «Fondazione Carige è da anni al fianco della Fondazione Gigi Ghirotti, offrendo un supporto concreto alle attività di assistenza che svolge, in particolare mettendo a disposizione la struttura di via Montallegro», spiega il presidente Lorenzo Cuocolo. «Quando la Gigi Ghirotti ha manifestato il desiderio di acquisire l’immobile è stato avviato un percorso condiviso per individuare le migliori condizioni per il trasferimento della proprietà. La Gigi Ghirotti rappresenta un presidio prezioso, soprattutto per la grande umanità del professor Henriquet, che da molti anni dedica la propria vita a una missione di così grande significato per le persone che soffrono e per le loro famiglie, divenendo nel tempo un riferimento insostituibile. Fondazione Carige continuerà a sostenere la Gigi Ghirotti nello sviluppo di nuovi progetti di valore sociale, riconoscendo l’impegno di chi opera ogni giorno al servizio degli altri con profonda sensibilità e alta professionalità».

Il progetto ha ricevuto anche il sostegno istituzionale del Comune e della Regione. La sindaca Silvia Salis definisce la Fondazione Gigi Ghirotti una delle esperienze più preziose della città, capace da decenni di accompagnare persone e famiglie nei momenti più difficili, garantendo cura, sostegno e ascolto. «Il progetto di acquisizione dell’Hospice Albaro è una scelta di grande responsabilità verso il futuro, significa consolidare un presidio fondamentale per Genova e rafforzare una rete di assistenza che ogni anno sostiene migliaia di pazienti e familiari», afferma Salis. «Le cure palliative sono una parte essenziale del diritto alla salute, perché mettono al centro la persona, la qualità della vita e il bisogno di non essere lasciati soli. Per questo l’amministrazione comunale guarda con grande attenzione e partecipazione a questo percorso, che chiama in causa un’intera comunità cittadina fatta di istituzioni, fondazioni, imprese, professionisti e volontari. Sostenere la Gigi Ghirotti significa investire in una Genova sempre più capace di prendersi cura delle sue fragilità e di trasformare la solidarietà in servizi concreti per chi ha bisogno».

Sulla stessa linea il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che parla di un patrimonio umano e sociale per tutta la Liguria. «La Fondazione Gigi Ghirotti rappresenta una delle espressioni più alte del nostro territorio, un luogo in cui professionalità e umanità si incontrano ogni giorno per dare dignità, ascolto e vicinanza a chi affronta momenti di estrema fragilità», dichiara Bucci. «Dietro a questa realtà straordinaria ci sono donne e uomini, medici, infermieri, operatori e soprattutto volontari, che con dedizione, competenza e cuore costruiscono un modello di assistenza che va ben oltre la cura, diventando autentico accompagnamento alla persona e alle loro famiglie. L’acquisizione dell’Hospice Albaro non è soltanto un investimento strutturale, ma un atto di responsabilità e di amore verso la comunità ligure. Significa dare continuità e forza a un’esperienza unica, che negli anni ha saputo incarnare i valori più profondi della sanità: rispetto, solidarietà e attenzione alla persona. Come Regione Liguria siamo orgogliosi di sostenere e valorizzare un patrimonio umano e sociale così prezioso, che rende la nostra comunità più forte e più giusta».

La Fondazione Gigi Ghirotti è attiva dal 1984 e rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza gratuita ai malati che hanno bisogno di cure palliative. Ogni anno segue circa 2mila pazienti e famiglie, in un bacino metropolitano di circa 700mila abitanti. La rete della Fondazione si regge sul lavoro di 95 professionisti, tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti e operatori socio-sanitari, e su oltre 280 volontari. L’Hospice Albaro dispone di 18 posti letto, 13 dedicati alle cure palliative e 5 destinati a persone con patologie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica. Nel 2024 la struttura ha accolto 198 pazienti, con il supporto quotidiano di 35 operatori sanitari e 50 volontari attivi.

Accanto all’Hospice Albaro, la Fondazione gestisce anche l’Hospice di Bolzaneto, il primo hospice aperto in Liguria nel 2002. La struttura si trova all’interno dell’ex ospedale Pastorino, di proprietà dell’Azienda sanitaria locale 3, in piazza Ospedale Pastorino 3. È circondata da un parco con un giardino a disposizione degli ospiti e dispone di 12 camere singole, sala soggiorno, biblioteca, spazi per le visite e ambienti pensati per il benessere della persona malata e della famiglia. Alcuni locali sono dedicati anche al progetto “Cafè Alzheimer”.

L’acquisizione dell’Hospice Albaro consentirà alla Fondazione di disporre di 548 metri quadrati aggiuntivi rispetto agli spazi attuali, raggiungendo una superficie complessiva di 4.401 metri quadrati. Nei nuovi ambienti nascerà il Polo sanitario, con attività terapeutiche, supporto psicologico specializzato e segretariato sociale. La Fondazione intende inoltre estendere l’attività di sostegno ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie, rispondendo a una richiesta assistenziale in crescita.

Per sostenere l’investimento, la Fondazione lancia una campagna triennale rivolta soprattutto alle aziende genovesi. L’idea è associare la donazione a “metri quadrati” di cura: 25mila euro per sostenere l’acquisto di 50 metri quadrati, 50mila euro per 100 metri quadrati, 100mila euro per 200 metri quadrati e 150mila euro per 300 metri quadrati. Le aziende donatrici potranno raccontare il proprio impegno sociale attraverso i canali della Fondazione, dal sito ai social, fino alla campagna media e alla presenza di loghi e citazioni nella struttura, beneficiando anche delle agevolazioni fiscali previste, tra cui la deduzione del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato, senza limiti di importo.

La Fondazione ha inoltre scelto di misurare in modo strutturato l’impatto sociale della propria attività. Nel corso del 2025 ha predisposto la valutazione di impatto sociale utilizzando la metodologia del ritorno sociale sull’investimento. Secondo il bilancio sociale di sostenibilità approvato ieri, 28 aprile, e supportato dalla revisione di Deloitte, per ogni euro investito è stato prodotto un impatto sociale pari a 3,3 euro. La misurazione dell’impatto sociale diventerà sempre più centrale per gli enti del Terzo settore, anche perché dal 2025 è criterio giuridico vincolante per progetti di rilievo nazionale superiori a un milione di euro. Per la Gigi Ghirotti significa rendere visibile e misurabile il valore prodotto non solo per i pazienti, ma anche per famiglie, territorio, sistema sanitario e comunità.

Da settembre, inoltre, presso l’Hospice Albaro sarà aperto un nuovo ambulatorio per la terapia del dolore, grazie al contributo di Fondazione Passadore 1888. Il servizio sarà rivolto alle persone con bisogni di cure palliative e rappresenterà un ulteriore potenziamento della rete territoriale, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa e offrire risposte più tempestive ai pazienti fragili. L’ambulatorio sorgerà nei locali riqualificati al piano terra dell’Hospice Albaro e offrirà valutazioni diagnostico-terapeutiche per pazienti oncologici e non oncologici, oltre a orientamento e sostegno psicologico per le famiglie.

Il nuovo presidio potrà contare su un’équipe medica e infermieristica specializzata e avrà il compito di valutare e indirizzare i pazienti verso il percorso più adeguato, dall’assistenza domiciliare ai centri diurni, fino all’inserimento in residenze sanitarie assistenziali. Sarà attivo anche un servizio di telemedicina per i pazienti già seguiti a domicilio nei Comuni dell’entroterra più difficili da raggiungere, così da rafforzare la continuità della cura anche fuori dal centro urbano.

Il Progetto Hospice Albaro non è quindi soltanto una compravendita immobiliare, ma una scelta strategica sulla sanità di prossimità e sull’assistenza alle persone più fragili. Stabilizzare la sede significa garantire continuità a un presidio che Genova conosce e riconosce. Ampliare gli spazi significa aprire nuovi servizi. Lanciare una raccolta fondi significa chiamare la città a partecipare direttamente a un progetto che riguarda il presente e il futuro delle cure palliative. Perché, come ricorda da sempre Franco Henriquet, c’è molto da fare proprio quando sembra che non ci sia più niente da fare.

Qui il link al progetto


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts